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COMANDI SHEL LINUX

samba samba
rsync rsync salvavataggi
sudo sudo utente
shutdown -h now per spegnere il computer BISOGNA ESSERE AMMINISTRATORI
shutdown -r now per riavviare il Computer BISOGNA ESSERE AMMINISTRATORI
halt per Spegnere Computer BISOGNA ESSERE AMMINISTRATORI
reboot per Riavviare Computer BISOGNA ESSERE AMMINISTRATORI
uname Per vedere quale kernel sta fuzionanado varie opzioni
-a: mostra tutte le informazioni disponibili sul sistema;
-s: mostra il nome del Kernel in uso;
-r: mostra la release del Kernel in uso;
-p: mostra il tipo di processore utilizzato;
-i: mostra informazioni sulla piattaforma hardware;
-o: mostra il sistema operativo in uso;
-n: mostra l’hostname del computer sulla rete;
-m: mostra il nome dell’hardware utilizzato dalla macchina
df fornire informazioni sullo stato dell’hard disk mostra lo spazio libero su ogni file system montatosta ; fuzionanado varie opzioni
-B: seguito da un valore numerico permette di specificare le dimesioni da utilizzare per i blocchi;
-h: offre un output più semplice da leggere, con valori in Kilobyte, Megabyte o Gigabyte;
-H: permette di utilizzare un conteggio con le potenze di 10 e non di 2;
-l: limita il controllo ai file system locali;
-T: mostra anche il tipo di file system montato;
-x: seguito dal percorso ov’è montato un file system, lo esclude dal controllo.
fsck (abbreviazione dalla lingua inglese di file system check abbreviazione dalla lingua inglese di file system check fsck [opzioni] filesystem
sck - verifica e ripara un file system di Linux SINTASSI
fsck [ -AVRTNP ] [ -s ] [ -t tipo_fs ] [ opzioni_fs ] filesys [ ... ] DESCRIZIONE
fsck è usato per verificare ed eventualmente riparare un file system di Linux. filesys è il nome del dispositivo (p.es. /dev/hda1, /dev/sdb2) oppure il mount point (p.es. /, /usr, /home) del file system. Se fsck ha da controllare diversi filesystem su dispositivi differenti, allora proverà a fare le verifiche in parallelo. Ciò riduce il tempo totale per la verifica di tutti i filesystem, in quanto fsck trae vantaggio dal parallelismo dei ``multiple disk spindle''. Il codice d'uscita restituito da fsck è la somma delle seguenti condizioni:
0 - Nessun errore
1 - Errori del file system corretti
2 - Il sistema dovrebbe essere rebootato
4 - Errori del file system non corretti
8 - Errore operativo
16 - Errore d'uso o di sintassi
128 - Errore della shared library
Il codice d'uscita ritornato quando sono stati verificati tutti i file system usando l'opzione -A è il bit-wise OR (OR bit a bit) dei codici d'uscita per ciascun file system che è stato verificato.
In verità, fsck è solo un front-end per i diversi file system checker (fsck.tipo_fs) disponibili sotto Linux. Il file system checker specifico è cercato prima in /sbin, poi in /etc/fs e in /etc, e infine nelle directory elencate della variabile d'ambiente PATH. Si vedano le pagine manuale dei file system checker specifici per ulteriori dettagli.
OPZIONI
-A ``Attraversa'' il file /etc/fstab e prova a verificare tutti i file system lì elencati in un colpo solo. Questa opzione è usata tipicamente nel file di inizializzazione del sistema /etc/rc, invece di usare più comandi per la verifica di un solo file system.
-R Quando si verificano tutti i file system con l'opzione -A, viene saltato il root file system (nel caso che sia già montato read-write).
-T Non mostra il titolo quando parte.
-N Non viene eseguito, mostra solo quello che sarebbe stato fatto.
-P Quando è impostato il flag -A, verifica il root filesystem in parallelo con gli altri filesystem. Questa non è la cosa da fare più sicura al mondo, in quanto se lo stato del root filesystem è dubbio cose come l'eseguibile di e2fsck potrebbero essere corrotte! Questa opzione è fornita principalmente per quei system manager che non vogliono che la partizione del root file system sia piccola e compatta (cosa che in realtà sarebbe la giusta soluzione).
-s Serializza le operazioni di fsck. Questa è una buona idea se si stanno verificando molti filesystem e i checker sono in modo interattivo (N.B.: e2fsck gira di default in modo interattivo. Per fare in modo che e2fsck vada in modo non interattivo, si deve specificare l'opzione -p o -a, se si vuole che gli errori siano corretti automaticamente, oppure l'opzione -n se non lo si vuole).
-V Produce un output dettagliato, includendo tutti i comandi specifici dei file system che sono eseguiti.
-t tipo_fs Specifica il tipo del file system da verificare. Quando è specificato il flag -A, sono verificati solo i file system che corrispondono a tipo_fs. Se tipo_fs è preceduto dal prefisso no sono verificati solo i file system che non corrispondono a tipo_fs. Di solito, il tipo di file system è dedotto cercando filesys nel file /etc/fstab e usando la voce corrispondente. Se il tipo di file system non può essere dedotto, fsck userà il tipo specificato dall'opzione -t se questa specifica un unico tipo di file system. Se tale tipo non è disponibile, allora è usato il tipo di default (attualmente ext2).
opzioni_fs Qualsiasi opzione non compresa da fsck, o che segue l'opzione -- è trattata come una opzione specifica per in file system da passare al checker specifico del file system.
Attualmente, è in atto una standarizzazione delle opzioni specifiche per i file system. Sebbene non sia garantito, le seguenti opzioni sono supportate dalla maggior parte dei file system checker:
-a Ripara automaticamente il file system senza porre domande (usare questa opzione con cautela). Si noti che e2fsck supporta -a solo per compatibilità all'indietro. Questa opzione è mappata nell'opzione -p di e2fsck che è più sicura da usare, diversamente dall'opzione -a che supportano molti file system checker.
-r Ripara interattivamente il file system (chiede le conferme). N.B.: Di solito è una cattiva idea usare questa opzione se si stanno eseguendo diversi fsck in parallelo. Si noti inoltre che questo è il comportamento di default di e2fsck; questi supporta tale opzione solo per ragioni di compatibilità all'indietro.

smartctl smartctl per il controllo del disco in Linux
smartmontools è installabile sulla maggior parte dei sistemi: ne esistono infatti versioni per Mac OS X, Linux, FreeBSD, NetBSD, OpenBSD, Solaris, OS/2, Cygwin, Windows. Per Linux, solitamente è incluso nei repository ufficiali, quindi ad esempio in Fedora si installa semplicemente con il comando:
yum install smartmontools
mentre in Ubuntu il comando diventa
apt-get install smartmontools
Perchè il pacchetto sia in grado di rilevare i dati, deve ovviamente essere abilitato il controllo S.M.A.R.T. sui dischi; tale opzione è impostabile via BIOS. Tutti i dischi e pc abbastanza recenti hanno il supporto S.M.A.R.T. presente e abilitato.
Una volta installato il pacchetto possiamo usare il comando smartctl per interrogare lo stato dei nostri dischi. Ecco di seguito un elenco di possibili comandi.
smartctl -i /dev/sda
controlla se il disco specificato supporta S.M.A.R.T.
smartctl -s on /dev/sda
abilita S.M.A.R.T. sul disco specificato
smartctl -H /dev/hda
fornisce lo stato generale di salute del disco, se tale controllo segnala errori, il disco ha dei possibili guasti in arrivo
smartctl -t short /dev/hda
effettua un rapido test del disco, solitamente dura pochi minuti
smartctl -t long /dev/hda
effettua un test approfondito del disco, può durare anche ore
smartctl -l error /dev/hda
visualizza i messaggi di log relativi ai controlli S.M.A.R.T. del disco
smartd
E’ il demone legato a SMART, si basa sul file di configurazione smartd.conf e seguendo le direttive di questo file di configurazione esamina continuativamente lo stato dei dischi che supportano S.M.A.R.T.
L’opzione più interessante da assegnare è:
/dev/sda -a -m admin@example.com,root@localhost
Con questa opzione si abilita il controllo continuo sul disco /dev/sda, e quando vengono rilevate anomalie, viene inviata una e-mail all’indirizzo citato con le anomalie relative. L’opzione -a di default controlla tutti i possibili errori.

MemTest (programma) verifica della RAM del PChttp://www.memtest.org
fdisk -Partizionare un disco con fdisk
Nell'elenco che segue sono riportati i comandi di utilizzo più comune: m: visualizza l'help;
p: visualizza la tabella corrente delle partizioni;
d: cancella una partizione;
n: crea una nuova partizione;
w: scrive la tabella delle partizioni sul disco;
t: imposta il tipo di filesystem previsto per la partizione;
l: visualizza l'elenco dei tipi di filesystem utilizzabili;
q: chiude fdisk senza modificare il disco;
Una volta entrati in fdisk, iniziamo digitando n per creare una nuova partizione. fdisk chiederà di scegliere un tipo di partizione tra: p se intendete creare una partizione primaria;
e se intendete creare una partizione estesa;
l se intendete creare una partizione logica;

mkfs Formattazione dei filesystem esempio # mkfs -t ext3 /dev/hdbX
clamav clamav antivurus
scansione manuale
clamscan -r /directory/da/controllare
Per effettuare la scansione di tutti i file, cartelle e sottocartelle presenti nella /home digitare il seguente comando:
clamscan -r /home
Per effettuare la scansione di tutti i file sul computer e riprodurre il suono di un campanello quando vengono trovati file infetti, digitare il seguente comando:
clamscan-r --bell /
Per effettuare la scansione di tutti i file sul computer e procedere alla rimozione dei file infetti qualora ne venissero scoperti, digitare il seguente comando:
clamscan -r / --remove
Aggiornamento delle definizioni dei virus
freshclam
Su macchine server, però, probabilmente si vorrà automatizzare il procedimento. In questo caso è sufficiente editare il crontab di root # crontab -e
aggiungendo le linee seguenti:
## Configuro una scansione automatica con clamav
00 00 * * * clamscan -r /directory/da/controllare
free per vedere quanta ram ha il pc
top per sapere i processi in esequzione poi si esce digitando q
kill Uccidi tutti i processi (versione: UNIX System V)digitando
kill -9 numeroprocesso
killall Uccidi tutti i processi (versione: UNIX System V)
killall -9 nomedelprogrmma
aptitude -f install risolve dipendenze programmi
lsb_release -a per vedere quale versione debian hai
cat /etc/debian_version per vedere quale versione debian hai
rcconf -- sysv-rc-conf -- bum per vedere Quali servizi sono attivi all’avvio di Linux -- Non sempre sono installati
sysv-rc-conf è una utility basata sulle librerie ncurses utile per semplificare la gestione dei runlevel ed avere una panoramica sullo stato di tutti i runlevel.
1) apt-get install sysv-rc-conf 2) sysv-rc-conf
rcconf è forse il più semplice programma per la gestione dei demoni che vengono lanciati all'avvio del sistema. È in grado, infatti, di generare automaticamente una lista degli script che verranno lanciati all'avvio del sistema, lasciando all'utente solo la possibilità di attivarli o disattivarli.
bum, che offre una comoda interfaccia grafica. In questo caso, per installarlo
cd / per tornare a inizio cartelle
cd nome cartella Cartelle con spazi per entrare
nome\ cartella
"nome cartella"
pwd vedere in che directori siamo
hardInfo HardInfo è una piccola applicazione che mostra informazioni sull'hardware e sul sistema operativo.
Attualmente riconosce dispositivi PCI, ISA PnP, USB, IDE, SCSI, seriali e su porta parallela. Non sempre è installato
pciutils Questo pacchetto contiene vari programmi per rilevare e configurare i dispositivi connessi al bus PCI
sulla live debian va installato per poter installare lspci lshw
lspcu informazioni sulla cpu e se posso instlaare a 32 o 64 bit
lspci ottenere le periferiche e i bus PCI.
lshw ottenere il profilo hardware del proprio PC -- Non sempre è installato
lshw -C cpu per sapere se é 32 bit o 64 bit deve stare scritto x86-64
Midnight Commander http://it.wikipedia.org/wiki/Midnight_Commander
Tasksel -- fornisce una semplice interfaccia per gli utenti che desiderano configurare il proprio sistema per svolgere un'attività specifica. Questo programma è usato durante il processo di installazione, ma gli utenti possono usare tasksel in qualsiasi momento. http://wiki.debian.org/it/tasksel

aptitude search linux-image ---- aptitude search linux che ti troverà un po' più roba. La parola che scrivi dopo search viene utilizzata per fare una ricerca sulla base del nome del pacchetto, quindi non c'è una parola giusta o sbagliata.... Per quanto riguarda le lettere di fianco alla lista dei pacchetti, man aptitude dice.... ---- estratto da man aptitude ---- Ogni risultato della ricerca è elencato su una riga distinta. Il primo carattere in ciascuna riga indica lo stato attuale del pacchetto: gli stati più comuni sono
p che significa che nel sistema non c'è traccia dell'esistenza del pacchetto,
c, che significa che il pacchetto è stato rimosso ma i suoi file di configurazione sono rimasti nel sistema,
i che indica che il pacchetto è installato e
v che significa che il pacchetto è virtuale.
Il secondo carattere indica l'azione salvata (se ce n'è una; altrimenti viene visualizzato uno spazio bianco) da effettuare sul pacchetto; le azioni più comuni sono i che indica che il pacchetto verrà installato, d che indica che il pacchetto verrà rimosso e p che indica che verranno rimossi il pacchetto e i suoi file di configurazione. Se il terzo carattere è A il pacchetto è stato installato automaticamente. Per un elenco completo dei possibili indicatori di stato e di azione, vedere la sezione «Accedere alle informazioni sui pacchetti» nella guida di riferimento di aptitude. ---- estratto da man aptitude ----
which nome-pacchetto Per sapere se un pacchetto è installato per tutte le distribuzioni

apt search nome-pacchetto Per sapere se un pacchetto è installato e che versione e se é aggiornabile

chroot indica una operazione che consiste nel cambiare la directory di riferimento dei processi che sono in esecuzione corrente e per i processi generati da questi ultimi (cosiddetti processi figlio).
chmod Permessi Cartelle File
Opzioni Definizione Definizione in lettere
#-- proprietario u (user)
-#- gruppo g (group)
--# altri o (others)
0 nessun permesso -
1 esecuzione (x, execution)
2 scrittura (w, write)
3 esecuzione + scrittura (xw)
4 lettura (r, read)
5 lettura + esecuzione (rx, somma dei valori 1+4)
6 lettura + scrittura (rw, somma dei valori 2+4)
7 lettura + scrittura + esecuzione (rwx, somma dei valori 1+2+4)
tzconfig
e controlla che sia impostato su Europe/Rome. Se così non fosse correggilo.
tzselect modificare l'orario dipende dalla distribuzione
apt-get clean candella i pahhetti e cioè tutti i pacchetti .deb scaricati in: /var/cache/apt/archives
dpkg

Questo è il principale programma di gestione dei pacchetti. dpkg può essere invocato con molte opzioni. Quelli che seguono sono alcuni degli usi comuni.

  • Scoprire tutte le opzioni: dpkg --help.

  • Stampare il file di controllo (ed altre informazioni) di un specifico pacchetto:
    dpkg --info pippo_VVV-RRR.deb.

  • Installare un pacchetto (incluso lo spacchettamento e la configurazione) nel file system dell'hard disk:
    dpkg --install pippo_VVV-RRR.deb.

  • Spacchettare (ma non configurare) un archivio Debian sul file system dell'hard disk:
    dpkg --unpack pippo_VVV-RRR.deb.
    Si noti che questa operazione non lascia necessariamente il pacchetto in uno stato utilizzabile; alcuni file possono necessitare di ulteriori adattamenti per funzionare correttamente. Questo comando rimuove qualsiasi versione già installata del programma ed esegue lo script preinst Cosa sono gli script preinst, postinst, prerm e postrm di Debian?, Sezione 7.6) associato al pacchetto.

  • Configurare un pacchetto che è già stato spacchettato:
    dpkg --configure pippo.
    Tra le altre cose, questa azione esegue lo script postinst (si veda Cosa sono gli script preinst, postinst, prerm e postrm di Debian?, Sezione 7.6 associato al pacchetto. Aggiorna inoltre i file elencati in conffiles per questo pacchetto. Si faccia attenzione che l'operazione "configure" prende come argomento il nome del pacchetto (ad esempio, pippo), non il nome del file archivio Debian (ad esempio, pippo_VVV-RRR.deb).

  • Estrarre un unico file chiamato "ciccia" (o un gruppo di file chiamati "ciccia*") da un archivio Debian:
    dpkg --fsys-tarfile pippo_VVV-RRR.deb | tar -xf - 'ciccia*'.

  • Rimuovere un pacchetto (ma non i suoi file di configurazione):
    dpkg --remove pippo.

  • Rimuovere un pacchetto (inclusi i suoi file di configurazione):
    dpkg --purge pippo.

  • Elencare lo stato d'installazione dei pacchetti contenenti la stringa (o l'espressione regolare) "pippo*":
    dpkg --list 'pippo*'.


apt install ./file.deb installare pacchetti scaricati compreso le dipendenze
apt apt-get update -> apt update
apt-get upgrade -> apt upgrade
apt-get dist-upgrade -> apt full-upgrade
apt-get install package -> apt install pacchetto
apt-get remove package -> apt remove pacchetto
apt-get autoremove -> apt autoremove
Dalla mia esperienza con apt penso che a me non sarebbe capitato un problema del genere perché non uso di routine apt-get autoremove infatti lo uso solo se apt mi informa che ce n'è la necessità per scoprirlo basta lanciare apt-get install senza specificare alcun pacchetto, apt controlla l'installazione e ti informa se hai dipendenze non risolte o appunto pacchetti non più necessari solo allora, dopo aver dato una scorsa all'elenco dei pacchetti candidati alla rimozione, pulisco realmente l'installazione perché specifico anche l'opzione --purge quindi il comando che lancio è: # apt-get --purge autoremove
ma autoremove sulla testing non andrebbe usato o al più raramente
apt-cache search string -> apt search stringa
apt-cache policy package -> apt list -a pacchetto
apt-cache show package -> apt show pacchetto
showCome scoprire il nome di un pacchetto sorgente guida per installare da sorgente wiki.debian.org/it/Packaging/SourcePackage

Lo strumento apt unisce funzionalità di apt-get e apt-cache e, in modo predefinito, ha un formato di output colorato più elegante che lo rende più piacevole per l'utente. Per l'uso in script o casi d'uso avanzati apt-get rimane preferibile o necessario.

apt-get fornisce un metodo semplice per recuperare e installare i pacchetti da fonti multiple usando la riga di comando. A differenza di dpkg, apt-get non capisce i file .deb, funziona con i nomi appropriati dei pacchetti e può solo installare gli archivi .deb da una fonte specificata in /etc/apt/sources.list. apt-get chiama dpkg direttamente dopo aver scaricato gli archivi .deb dalle fonti configurate.

Quelli che seguono sono alcuni dei modi comuni di usare apt-get.

  • To update the list of packages known by your system, you can run:

         apt update
    

    (lo si dovrebbe eseguire regolarmente per aggiornare il proprio elenco di pacchetti)

  • Per installare il pacchetto pippo e tutte le sue dipendenze, si esegua:

         apt install pippo
    
  • Per rimuovere il pacchetto pippo dal sistema, si esegua:

         apt remove pippo
    
  • Per rimuovere il pacchetto pippo e i suoi file di configurazione dal sistema, si esegua:

         apt purge pippo
    
  • To list all packages for which newer versions are available, run:

         apt list --upgradable
    
  • Per aggiornare tutti i pacchetti sul sistema (senza installare pacchetti aggiuntivi o rimuovere pacchetti), si esegua:

         apt upgrade
    
  • Per aggiornare tutti i pacchetti sul sistema e, se necessario per l'aggiornamento di un pacchetto, installare pacchetti aggiuntivi o rimuovere pacchetti, si esegua:

         apt full-upgrade
    

    (Il comando upgrade mantiene un pacchetto nella sua versione installata obsoleta se l'aggiornamento necessita dell'installazione di un pacchetto aggiuntivo per soddisfare una nuova dipendenza. Il comando full-upgrade è meno conservativo.)


ifconfig per vedere com è configurata la rete
iwconfig per vedere com è configurata la rete wifi
/etc/network/interfaces impostazioni relative alle schede di rete Maggiori dettagli
se cloniamo sistema bisogna guarda che sia tutto a posto in:/etc/network/interfaces
e confrontalo con ifconfig
vedi eth0 o altro?
c'è il caso che, visto il sistema clonato, ci siano un sacco di mac
address che non servono...
in questo caso pulisci il file:
/etc/udev/rules.d/70-persistent-net.rules
dalle stringhe associate ai mac address che non c'entrano...

praticamente il mac address della scheda fisica dovrebbe essere
associato a quello che hai in /etc/network/interfaces.

RENDERE PERMANENTI IMPOSTAZIONI DI RETE SU DEBIAN
editale il file /etc/network/interfaces
# Interfacce da inizializzare all'avvio
auto lo eth0 eth1

#l'interfaccia di loopback
iface lo inet loopback

# una interfaccia a cui ?associato un indirizzo statico
iface eth0 inet static
address 192.168.2.2
netmask 255.255.255.0
network 192.168.2.0
broadcast 192.168.2.255
#una interfaccia cui ?associato un indirizzo ottenuto dal dhcp
iface eth1 inet dhcp
#una interfaccia NON inizializzata all'avvio perchè non menzionato sopra (vedi auto)
iface eth2 inet static
address 192.168.0.210
netmask 255.255.255.0
network 192.168.0.0
broadcast 192.168.0.255
gateway 192.168.0.210

#Le righe che cominciano con iface identificano le interfacce da configurare
#(in genere ethX, da 0 in poi a seconda della posizione sul bus pci).
#La parola inet indica che l'interfaccia sar?collegata con una rete IPv4.
#L'ulitmo termine varia a seconda che l'indirizzo sia configurato staticamente o sia ottenuto automaticamente via dhcp (static o dhcp).

nmap = per cercare indirizzi rete si scrive esempio nmap 192.168.1.0/24 nmap 192.168.1.0.*
arping = è uno strumento software che viene utilizzato per scoprire gli host di una rete di computer. -- arping hwaddr
hwaddr e il codice univoco della Sheda di rete sul nas lo trovo dietro esempio HWaddr 00:1d:72:35:af:8c
il comando si sacrive = arping 00:1d:72:35:af:8c

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